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Intervista a Oliviero Diliberto.”I Neocon hanno fallito, ora è tempo di Neocom”
Il segretario del Pdci-Fds ad Articolotre parla di crisi greca e situazione politica italiana:”sono vicino al popolo ellenico, stanno pagando per misure inique e inefficaci”. E sulle schermaglie di casa nostra: “basta con i giochini, unità tra chi sta a sinistra del Pd”.
-Redazione- 15 febbraio 2012-Sono giorni di tensione quelli che stiamo vivendo, con la situazione greca in primo piano, e l’Italia sullo sfondo, mentre crescono le voci critiche verso i diktat dell’Europa e le misure di austerity generalizzate. Articolotre.com ha intervistato Oliviero Diliberto, segretario del Pdci-Fds, per conoscere il suo pensiero sulle prospettive della sinistra in Italia e nel mondo.
Diliberto, ieri sera l’abbiamo rivista dopo alcuni anni ospite a Ballarò. In Spagna Izquierda Unida è cresciuta significativamente alle ultime elezioni e, nel frattempo, in Grecia la sinistra è accreditata di un buon consenso. Cosa sta succedendo ai comunisti?
Siamo di fronte ad una crisi che sta mettendo in luce tutte le contraddizioni irrisolvibili del capitalismo. Idee come il ruolo dello Stato in economia e la trasformazione del sistema di sviluppo stanno tornando di grande attualità. Nel 1991 sembravamo noi fuori dalla storia, oggi lo è chi difende a spada tratta il neoliberismo.
Lei inizialmente aveva detto di attendere prima di crocifiggere il governo Monti. Ha cambiato idea adesso?
Ho semplicemente detto che una condanna preventiva e unicamente pregiudiziale sarebbe stata incomprensibile al nostro popolo, che usciva da 20 anni di berlusconismo. Non cogliere l’elemento liberatorio della caduta di Berlusconi sarebbe stato profondamente sbagliato. Tuttavia, oggi appare chiaro: siamo passati dal regime grottesco e osceno di Berlusconi al regime tecnocratico, certamente molto più presentabile nelle forme, che sta facendo pagare la crisi unicamente ai ceti popolari.
Il dibattito sulla riforma del mercato del lavoro pare fossilizzato sull’art.18. Voi avete detto che non ci state alla cancellazione, ma lo sa che ci sono milioni di giovani che non sanno nemmeno cosa sia?
Chi vuole l’abolizione dell’articolo 18 deve avere il coraggio di dire che è d’accordo con i licenziamenti discriminatori. Sui giovani è il paradigma su cui si fonda l’azione del governo Monti e in particolare del Ministro Fornero che è da respingere. Non c’è nessuna contrapposizione vecchi-giovani o lavoratori garantiti-non garantiti. C’è, semmai, una generazione che è stata privata del diritto al futuro a causa di 20 anni di neoliberismo.
Recentemente Bersani ha detto di non puntare a una grossa coalizione per il 2013. Voi pensate che ci siano margini di dialogo con i democratici nonostante il loro appoggio al governo?
Noi non ci rassegniamo all’idea consegnare il Pd integralmente nelle mani del Terzo Polo. Io, nonostante tutto, mi auguro che nel Partito di Bersani prevalga chi predilige un’opzione di centrosinistra classico.
Lei ha parlato di unità con Di Pietro e Vendola, ma il governatore pugliese ha già risposto picche. L’elettorato di Tonino è di sinistra? Lo è di più di quello di Grillo?
E’ ora di smetterla con i giochini tra di noi: io lavoro per unire tutta la sinistra politica e sociale a sinistra del Pd. Staremmo parlando di una forza a due cifre, con un potere contrattuale, anche nei confronti del Pd, enorme. Ho letto con grande attenzione la proposta di Di Pietro di una lista Fds-Sel-Idv e sindaci. Dico subito che anche noi lavoriamo in questa direzione. A Nichi dico che la nostra non è una proposta di opposizione, semmai di governo secondo le nostre priorità, di cui sarei felice di discutere con lui. Quanto a Grillo, mi interessa molto il suo elettorato, molto meno lui.
Passiamo alla Grecia. Là i comunisti, contrari all’accordo, avrebbero preferito il default al diktat della troika. Lei che ne pensa?
Ho grande rispetto per i comunisti in tutto il mondo, e quindi anche per i greci. E voglio esprimere la massima vicinanza e solidarietà al popolo greco. Le misure che il Parlamento greco ha votato non sono solo inique, sono anche sbagliate e inefficaci. Voglio dire chiaramente, però, che il default non è mai auspicabile, se non altro perché i primi a farne le spese sono i ceti deboli.
Come si evita di entrare nella spirale che ha soffocato gli ellenici? Quali le proposte della Fds?
Nell’immediato, la Bce dovrebbe fungere da prestatore di ultima istanza. Su questo paghiamo l’errore di aver costruito solo la dimensione finanziaria e bancaria dell’Europa e non quella politica. Poi andrebbe introdotta subito una imposta patrimoniale, e dovremmo rinunciare all’acquisto dei 131 caccia bombardieri e destinare quei soldi, 20 miliardi, ai saperi e ai precari. Come vede proposte di governo, non di testimonianza.
Sono passati 20 anni dalla fine del comunismo reale. Sabato ha incontrato la leader degli studenti cileni, la comunista Camila Vallejo, in vista in Italia. Si aprono nuove prospettive in questo XXI secolo?
L’energia di Camila, Karol e Jorge, alla testa di un grande movimento di massa in Cile, con una pressione mediatica enorme, è straordinaria. Come nel ’73 abbiamo costruito un legame solido tra comunisti italiani e cileni. Dobbiamo dirci la verità: nonostante le grandi speranze che hanno suscitato, sono fallite le esperienze che hanno pensato di affidarsi al solo Stato o, simmetricamente, al solo mercato. L’era dei conservatori, aperta da Tatcher e Reagan, proseguita in apertura di secolo con i “neocon” come Bush jr. ed ora con le destre europee, si sta concludendo drammaticamente. Se mi consente una battuta, proprio perché vedo una crescente critica al capitalismo da diverse parti, mi auguro che i prossimi decenni possano essere quelli dei “neocom”: di una nuova stagione del pubblico.
di Oliviero Diliberto | 13 febbraio 2012
La tragedia greca, la follia militare e la sinistra
La Grecia è il quinto importatore mondiale di armi. Il paese europeo con le più alte spese militari: ogni anno più del 3% del Pil se ne va per la difesa. O meglio, per comperare gli scarti militari di Francia e Germania. Il Wall Street Journal ha da tempo rivelato che Merkel e Sarkozy avevano imposto l’acquisto di sottomarini, navi, elicotteri e carri armati come condizione per sbloccare il piano di aiuti alla Grecia.
Si tagliano stipendi, pensioni e salari. Si licenziano i lavoratori e si massacra un paese. Le spese militari, però, non si toccano, mai. Esattamente come in Italia con gli F35.
Resta una speranza. La Grecia andrà al voto tra pochi mesi. I sondaggi raccontano il crollo dei socialisti (sotto il 10%) e l’ascesa vertiginosa dei partiti di sinistra, complessivamente sopra il 40%. Il popolo greco sembra aver capito.
“Il governo, nonostante le denunce dei giorni scorsi, acquista i primi tre cacciabombardieri F-35, sperperando 240milioni di dollari, soldi sottratti a fronteggiare la crisi economica e destinati ad acquisti di vere e proprie armi, perché di questo si tratta”.“L’acquisto – afferma Diliberto – dimostra che il governo Monti continua a seguire strade e logiche del tutto vecchie e stantie, odiose e immorali, perché da una parte impone tagli e sacrifici agli italiani, lavoratori, stabili e precari, e pensionati in primis, e da un’altra fa acquisti di cose inutili e dannose, attrezzando il nostro Paese solo di irrazionale paura guerrafondaia”.
“Chiediamo – afferma Diliberto – a chi sta in Parlamento e non di bloccare questa spesa scellerata, che è un vero e proprio schiaffo in faccia a chi non ce la fa nemmeno ad arrivare alla terza settimana del mese. Quante pensioni e quanti salari – conclude Diliberto – potrebbero essere erogati trasferendo questo capitolato di spesa? Bisogna impedire che questa spesa inutile vada in porto, in nome dell’onestà intellettuale e del rispetto sociale che, soprattutto in casi di grave crisi economica come quella che stiamo vivendo, viene prima
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di Vincenzo Calò *
Parte la campagna “Tesseramento 2012”. Il Congresso di Rimini ci ha consegnato un Partito in salute e coeso; ci ha ridato fiducia e speranza, se pure molti di noi non si erano mai arresi e mai si arrenderanno alle dinamiche, oserei dire alla deriva, di questa società. Al nostro fianco, a sostenere la nostra causa: i Partigiani; la parte migliore dell’intellettualità italiana; gli studenti, che sempre più numerosi alle nostre manifestazioni chiedono le nostre bandiere, per tenerle alte orgogliosamente, sempre più alte; i lavoratori e le lavoratrici che non si offrono all’inganno e al compromesso, i disoccupati, i precari, i licenziati della FIAT e delle altre grandi imprese che non si vedono più difesi in Parlamento; quella parte del mondo sindacale che come noi non si arrende; i migranti, gli indifesi del mondo, che vedono esserci un altro modello di società, che va perseguito sull’esempio della stoica resistenza di Cuba, dell’esponenziale sviluppo della Cina, quindi dei paesi del BRICS e del segnale che ci danno i paesi dell’America Latina, che oggi un altro mondo sia davvero possibile e lo sfruttamento dei popoli attraverso l’uso della guerra non valga più quale fatto plausibile. Una menzione a parte poi, meritano i nostri militanti, quelli sui territori e nei luoghi di lavoro e di studio, che si sono raccolti tra di loro e insieme al partito nazionale nel momento più delicato della nostra storia, che in taluni casi si sono moltiplicati in seguito all’apertura di nuove sezioni soprattutto nei luoghi di lavori e di studio, nei luoghi tradizionali del conflitto per i comunisti. Compagne e compagni che hanno sacrificato, ognuno di loro, qualcosa della propria vita per continuare a combattere quella battaglia che è per gli altri piuttosto che per loro stessi, orgogliosi delle proprie idee, della propria appartenenza, compagne e compagni che vogliono continuare a resistere, che vogliono continuare a crederci. Il nostro Partito insomma ha dimostrato di potercela fare e di essere ancora utile per milioni di lavoratori e di lavoratrici, per i pensionati come per i giovani, per gli studenti e gli intellettuali come per gli operai. Un Partito, il nostro, che sta con la parte buona del Paese. Un Partito che sa e vuole parteggiare per la Costituzione repubblicana, nata dalla resistenza. Un Partito che ha dimostrato di credere nell’Italia e nella capacità degli Italiani. Un Partito che non merita di stare fuori dalle istituzioni nazionali. Per fare tutto questo serve essere organizzati, continuare ad esserlo, avere le idee chiare e tenere la barra diritta. Certo, va colto con favore il segnale della conclusione anticipata del governo Berlusconi, ma la strada da imboccare non era certo quella del governo Monti. La manovra finanziaria non è, come poteva e doveva essere per risollevare l’economia, votata poi troppo a cuor leggero dalle due principali forze politiche del Paese, delle quali almeno una avrebbe potuto certo farne a meno. Una manovra fortemente penalizzante per le classi meno abbienti, che non garantisce equità, né tantomeno crescita. Bisognava invertire la logica alla base della manovra, pensare un’idea diversa di società, cominciando da una lotta seria all’evasione fiscale, favorendo la redistribuzione del reddito. Così non è stato. Censurabile è poi l’attacco alle pensioni, ai pensionati, ed il tentativo mai sopito di mettere in discussione l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Noi ci siamo opposti, sempre ci opporremo alla negazione dei diritti del lavoro, dei lavoratori. Alla luce di tutto questo è forse inutile ribadire l’importanza del tesseramento in una fase estremamente delicata del nostro Partito e in vista dei prossimi, importanti appuntamenti politici ed elettorali, purtuttavia la buona fase che stiamo attraversando ci legittima a rilanciare fortemente sul proselitismo. Ciò va fatto nei modi più consoni e impegnandosi con le feste del tesseramento, le quali ci permetteranno di raggiungere i vecchi iscritti e al tempo stesso valgono quale strumento di diffusione delle nostre posizioni politiche, quindi di recupero di nuove adesioni, per continuare ad essere utili a coloro i quali anche hanno cominciato a rimpiangere i comunisti e sentire la loro assenza nelle istituzioni, a coloro i quali non si sono arresi e non si arrenderanno ad un sistema che è giusto contrastare col mezzo privilegiato della democrazia: i Partiti, il Partito dei Comunisti Italiani in questo caso. responsabile Tesseramento |
_____Reggio Emilia, 7 gennaio 2012 – Il Presidente Monti alla festa del “Primo Tricolore”
Due piazze:
- quella di facciata, piazza Prampolini, dove viene innalzato il Tricolore;
- quella di protesta, piazza Martiri del 7 luglio, dove la Federazione della Sinistra
innalza la bandiera Tedesca in segno di protesta ad una Finanziaria ingiusta e voluta dalla Germania.
Lo slogan della manifestazione “faccia PULITA per Europa“, “finanziaria SPORCA per l’Italia“.
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Bologna 26 novembre, Associazione Marx XXI
(Facoltà di giurisprudenza)
Convegno sulla Costituzione
(prima parte):
Ingroia parla di Dell’Utri, strage di via D’Amelio, perchè è un partigiano della Costituzone, e su Spatuzza.
http://www.libera.tv/videos/1919/intervistaingroia-e-licandro.html
(seconda parte):
Ingroia risponde alla domada se scenderà in politica
http://www.libera.tv/videos/1918/intervista-ingroia-e-licandro.html
